Cortina Dobbiaco Run – 30 k

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Il racconto della gara parte dal viaggio per raggiungerla. Fatto in treno per apprezzare il tempo che trascorre e non l’ansia delle possibili code in autostrada.
E se durante il viaggio ti porti un libro che parla di viaggi e “vagabonding” * la mente vaga ai ricordi di gioventù quando con la semplice bicicletta e due borse attaccate dietro viaggiavo senza tappe fisse verso una meta e “vivendo” ogni singolo attimo.
Le montagne di oggi le ho scalate, oltre che in gare,  proprio in questi viaggi solitari in bici per assaporare meglio la loro imperiosita’, ed oggi sono tornato, per guardarle da un punto di vista diverso.         
La serata pre gara scorre tranquilla in compagnia di amici, si cena con tipici piatti del posto.
La mattina prendiamo assieme la navetta che ci trasferisce a Cortina per la partenza.
Il tempo trascorre, in attesa del viaggio di oggi, tra un caffè di 1,20 nella pasticceria più famosa di Cortina, e qualche chiacchiera.
Il tempo promette bene, nonostante le previsioni dubbie esce il sole e l’aria un po’ si scalda, tanto da non aver bisogno del telo di plastica.
In griglia incontro altri amici e parliamo in attesa dell’orario di partenza.
Lo speaker fa il conto alla rovescia e via si parte, il viaggio ha inizio.
I primi km sono lungo le strade di Cortina, e poi si esce a prendere la ciclabile ex ferrovia di un trenino di montagna.
Terreno sterrato ben battuto con qualche tratto ghiaioso o sassi nei punti di precedenti frane.
Nei primi km mi ritrovo con Alessandro con il quale faremo tutta la gara assieme.
Non conoscendo il percorso, ma sapendo solo di una salita ed una discesa, parto tranquillo e per essere sicuro adotto la tecnica di respirare solo con il naso, così da essere sicuro di tenere un passo uguale fino alla fine.
La distanza comunque è per me la piu lunga mai raggiunta dal 2011 ad oggi.
La tattica prevede anche qualche camminata rigenerante ad ogni ristoro.
Tutto secondo i piani.
I km scorrono e lo sguardo spazia dalle montagne imponenti sopra di noi, ai boschi in cui transitiamo e ruscelli e laghetti lungo il nostro percorso.
Il pubblico ogni tanto si raduna e ci incita. Sono tratti dove la gamba vuole aumentare, ma la richiamo all’ordine.
Per ben 3-4 volte ci accorgiamo di fotografi che stanno cambiando posizione, con conseguenza di non avere una foto nostra.
Chiedo ad Ale di tornare indietro per rifare il tratto, ma non vuole 😂😂
Saranno 14 i chilometri di salita fino al Passo per poi picchiarne altrettanti in discesa.           
Al ristoro in cima prendo un pezzo di banana e dell’acqua.
Si continua in direzione Lago di Landro, in uno scenario di pubblico e montagne che sembra spingerti ed aiutarti.
Grandi sorrisi, ringraziamenti e battere il 5 ai bambini con le mani tese.
Probabilmente abbiamo le mani sudate perché vedo un bambino ritirare la mano proprio quando passo io per pulirla nella maglietta con faccia alquanto significativa.          
Superato il lago si va verso il 25^ km e poi l’ignoto.
A sinistra si apre ai nostri occhi, proprio mentre un attimo di crisi cerca di uscire, il lago di Dobbiaco.
Quel km rallento un attimo, per riconquistare la giusta corsa ed eliminare la crisi.
Al 28^ prendo il telefono per far partire un video del finale e stemperare con il buon umore.
Nel finale Alessandro cerca la volata, ma poi si ferma ed arriviamo a braccia alzate assieme.
Un finale che premia tutto il viaggio condiviso.
Grande e grazie Ale.

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*  “Vagabonding, l’arte di girare il mondo” di Rolf Potts, Adriano Salami Editore. 2008

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Fine primo mesociclo

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Finisce oggi il primo mesociclo di allenamento aerobico.
Un mese votato a correre respirando solamente con il naso, per assaporare il piacere della corsa ed allenare l’apparato aerobico.

Iniziato il 29 aprile con una corsa su tapis di 45′ a 12 km/h., termina oggi con una corsa sempre di 45′ ma a 13,5 km/h., a parità di frequenza cardiaca.

In 4 settimane ho innalzato il valore di soglia anaerobica, ho apprezzato il gesto della corsa, ho ammirato i luoghi dove correvo, non solo asfalto, e terminando sempre con la gioia e l’attesa di riprendere la volta successiva.

Giugno sarà dedicato allo stesso tipo di allenamento più qualche variante per poi inserire qualche lavoretto specifico.

Qui i valori del 29 aprile (12 km/h. = 5′ min/km):
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e qui i valori di oggi 31 maggio (13,5 km/h. = 4’27” min/km):

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Quando la perturbazione è in ritardo.

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Camminata di San Carlo
Percorso da 18 km, un tratto di ciclabile sul lungolago di Varese e poi salita verso Mustonate ed un percorso mezzo trail.

Chi viene con me ha di solito garanzia di corsa senza pioggia 😂😂

Insieme all’amico Domenico e Stefano, conosciuto oggi, ci troviamo al lido di Gavirate per questa bella tapasciat

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a.

Il meteo prevedeva pioggia oggi, ma alle 8,00 solo umidità e niente acqua.
Temperatura ideale per correre.
Pronti via
I primi km per carburare lungo la ciclabile che costeggia il lago mentre superiamo i camminatori e chiacchieriamo del Giro D’Italia e del Passatore.
Al primo ristoro ci fermiamo e beviamo un po’ di acqua, io prendo anche un pezzo di cioccolato.
Riprendiamo e raggiungiamo il bivio tra il nostro percorso e chi vuole fare il giro del lago.
Noi optiamo per un po’ da sana salita.
La strada inizia a salire su asfalto dolcemente per poi intensificare la pendenza fino all’innesto del sentiero ster

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rato.

Un primo tratto facile ed in piano e dopo una sosta tecnica per ammirare il panorama su un tratto un po’ più tecnico con sassi e rocce in salita.
Torna l’asfalto fino al secondo ristoro dove si incrocia il nostro percorso con un altro ed arriva un signore con un cagnolino il quale ha la sua tazza

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per bere.
Riprendiamo ed inizia la discesa. Un primo tratto facile anche se pendente. Per poi raggiungere 400 mt. tecnici con rocce e fanghiglia.
A questo punto piccolo altro strappetto in salita e poi torniamo sulla pista ciclabile sul lungolago dopo essere passati all’interno del chiostro di Voltorre a Oltrona.

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A questo punto un paio di km e siamo di nuovo al Lido di Gavirate.
Ottimo allenamento e ottimi compagni di viaggio in vista del prossimo appuntamento, e del progetto.
Sotto il tendone del ristoro non ci accorgiamo, ma fuori inizia a piovere, e una volta salito in macchina diluvia.

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Luoghi di allenamento – Parco delle Cave

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Oggi vediamo il primo luogo di allenamenti di questo progetto.
Il Parco delle Cave.
Lo uso per i lunghi essendo il piu lontano da casa.
Un parco formato da vecchie cave estrattive di ghiaia e sabbia degli anni venti e successivamente abbandonate.

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Fu riqualificato iniziando i lavori negli anni settanta e dopo varie vicissitudini terminati nel 2002.
Tutt’ora è un’oasi faunistica e di flora di 135 ettari.
Il terzo più esteso di Milano.
Insieme al Boscoincittà e al Parco di Trenno costituisce parte del Parco Agricolo Sud Milano.
Oggi è stato passaggio del mio allenamento aerobico, respiro solo dal naso.

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Quasi 18 km perché dovevo rientrare a casa, pomeriggio battesimo della piccola di casa.

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Wings For Life – Milano

Oggi “gara” inedita, unica al mondo nel suo genere.
Innanzitutto diciamo che è una corsa per beneficenza che si corre in diverse città mondiali nello stesso momento.
L’unica corsa dove sai quando parti, ma non sai quando arrivi.
Dopo 30′ dalla partenza parte una macchina, a velocità controllata, che va alla caccia dei runner eliminandoli una volta superati.
L’unica gara dove i Pacer hanno i km sui palloncini e non il tempo.
Io arrivo alla partenza dopo aver assistito alla StraWoman, dove correva mia moglie.

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Incontro Luca e Leo con i quali ci ingrigliamo per correre insieme. Breve saluto a Max.
In griglia troviamo anche Tommaso. I quattro moschettieri alla conquista di Broni…….
La tattica di gara è correre a 5′ al km e dopo i 21k decidere.
Pronti via, miliardi di coriandoli Blu invadono l’aria è la strada, mentre nonostante la ressa di persone noi quattro riusciamo a stare assieme.
I primi km volano veloci, tra qualche chiacchiera e qualche battuta.
Io mi impongo di tenere quell’andatura che mi permette di respirare solo col naso.
Per ora tutto ok, e la bocca la apro solo per parlare ogni tanto.

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Il nostro personal Pacer dei 5′ tiene un ritmo perfetto, e ci involiamo verso il 10^ km dove incontriamo Giancarlo in kilt scozzese. Non siamo riusciti a controllare se portasse le mutande o meno come vuole la tradizione 😉
Attraversiamo il Parco Sempione dove si svolgeva una mega festa e milioni di persone a farci il tifo.
Una volta usciti dal parco, Tomaso mi chiede dove sono le metro, Leo continua del suo passo, Luca si invola superando i Pacer dei 25 km, così decido di correre la mia gara.
Continuo con un passo per respirare sempre solo col naso, e i 5′ – 4’55” vanno benissimo.
Mi fermo al ristoro per bere un po’ d’acqua, fa caldo oggi, ma ogni tanto un po’ di vento mitiga l’arsura.
Supero piazza Duomo e superata San Babila arriviamo al “cancello” dei 20 km.
Chi è senza braccialetto viene fermato, noi che abbiamo fatta specifica richiesta di correre oltre dimostrando di avere il certificato medico, proseguiamo.

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21 km, tutto ok, proseguo fino a 25 km e poi decido.
Ora sto correndo insieme ai Pacer dei 25km che mi hanno raggiunto.
22 e poi 23, i chilometri si susseguono velocemente e la macchina sembra non esistere.
In prossimità del 25km arriva una moto della polizia e avvisa che la macchina è al 23^.
Così decido di arrivare al 26 km, ma una volta raggiunto della macchina ancora niente, così vado al 27^.
Lo raggiungo e vedo la macchina in fondo, mi fermo, faccio qualche foto e mi lascio prendere.

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Bellissima iniziativa.
Una pecca penso che abbiano fatto un tracciato iniziale con troppe strade di mattonelle e binari dei tram. Ho visto qualche carrozzina in difficoltà per attraversare quei tratti.               
Per il resto è stato un ottimo allenamento per fare un lungo e un po’ di fondo.
Bravi agli organizzatori.
I milanesi oggi si sono divisi in due gruppi, i tifosi che con le macchine ferme in coda agli incroci scendevano ad incitare ed i soliti che dovevano provare il buon funzionamento dell’impianto.

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